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Criptovalute: è possibile arrivare ad una regolamentazione identica per tutti i paesi del mondo?

Fino a qualche anno fa le criptovalute non riscuotevano un successo particolarmente intenso, tanto che molte persone credevano che sarebbero scomparse dal mercato finanziario nel giro di poco tempo. Così non è stato. Dopo pochi anni ecco che le criptovalute sono state rivalutate e sempre più investitori hanno deciso di inserirle tra gli asset del loro portafoglio. Con la loro crescente popolarità, è nata l’esigenza di regolamentare le criptovalute al meglio.

Grazie ad una regolamentazione di questo mercato, è possibile garantire sicurezza a tutti gli investitori, ma è anche vero che potrebbe risultare difficile mettere d’accordo le migliaia e migliaia di compagnie cripto che sono disponibili sul mercato. E infatti almeno per il momento una regolamentazione univoca non esiste, così come non esiste una regolamentazione identica per tutti i paesi del mondo. Sarà mai possibile arrivare ad una regolamentazione di questa tipologia? Difficile rispondere a questa domanda. Cerchiamo insieme intanto di andare a vedere quali sono le varie regolamentazioni che sono state attivate nei paesi e le loro differenze.

Australia

Fino al 2017, le criptovalute in Australia sono state soggette a doppia tassazione. Di sicuro non si trattava di una situazione da considerarsi come positiva per gli investitori, che dovendo pagare per ben due volte le tasse sui guadagni ottenuti, vedendo sparire i loro soldi in fumo. Il governo australiano ha deciso di andare incontro agli investitori e dal 2017 quindi le criptovalute sono soggette ad un’unica tassazione sulla plusvalenza.

A partire dal 2018 inoltre le compagnia di criptovalute devono registrarsi come AUSTRAC. Hanno altresì l’obbligo di verificare gli utenti e conservare tutti i loro dati. Inoltre devono rispettare gli obblighi antiriciclaggio previsti dalla legge e gli obblighi antiterrorismo.

Stati Uniti d’America

Nel caso degli Stati Uniti d’America, le normative sulle criptovalute cambiano da stato a stato. Impossibile quindi dare una descrizione dettagliata delle regole che scendono in campo. Quel che è certo è che con il passare degli anni le regole si stanno modificando sempre più, al fine di riuscire a garantire la massima sicurezza possibile a tutti coloro che le scelgono per i loro investimenti.

Canada

In Canada non c’è ancora una regolamentazione che possa definirsi chiara e trasparente. Per il momento le criptovalute sono considerate come una moneta virtuale che non ha corso legale, ma allo stesso tempo è possibile scambiarla legalmente con la valuta corrente. Gli scambi però devono necessariamente essere registrati presso il Centro di analisi delle transazioni e dei rapporti finanziari del Canada (FINTRAC).

Giappone

In Giappone le criptovalute sono considerate legali e beni di proprietà, un paese molto progressista questo dove il mercato delle monete virtuali ha un largo seguito. A partire dal 2017 sono state considerate dal governo come parte delle entrate varie. La tassazione prevista va dal 15% al 55%. C’è da dire però che i giapponesi hanno iniziato ad avere paura che le monete virtuali possano essere utilizzate per riciclare denaro sporco. Proprio per questo motivo è normale aspettarsi che nel corso dei prossimi mesi scenderanno in campo delle nuove regolamentazioni. In Giappone verrà anche istituito un organismo di autoregolamentazione, il Japanese Virtual Currency Exchange Association.

Svizzera

Anche in Svizzera le criptovalute sono legali. In alcuni casi è anche possibile utilizzarle come metodo di di pagamento, al posto delle monete di stampo tradizionale. Lo scambio tra criptovalute è legale ed è regolamentato in modo impeccabile dall’Amministrazione Federale delle Contribuzioni – AFC. È previsto il pagamento di un’imposta sul patrimonio e le criptovalute devono essere inserire nella dichiarazione dei redditi annuale. Gli operatori del settore criptovalute devono inoltre necessariamente ottenere un’apposita autorizzazione per poter lavorare, da richiedere presso l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari.

La Svizzera vuole continuare a mantenere questo atteggiamento amichevole nei confronti delle criptovalute anche per il futuro, rendendo le regole sempre chiare e trasparenti e incoraggiando l’evoluzione della tecnologia blockchain.

Corea del Sud

Anche in Corea del Sud le monete virtuali non hanno corso legale, ma possono essere legalmente scambiate. Gli scambi sono soggetti ad una regolamentazione piuttosto ferrea, ma è anche vero che non sono considerati come delle attività finanziarie. Proprio per questo motivo gli scambi di criptovalute sono esentasse. Questo fino ad oggi. Il Ministero della Strategia e delle Finanze ha infatti affermato che un sistema di tassazione è attualmente al vaglio e potrebbe entrare in gioco già durante il 2020.

Conclusioni

Come abbiamo avuto modo di osservare, le regole che scendono in campo nel settore delle criptovalute sono diverse da paese a paese, molto diverse. Proprio per questo motivo sembra impossibile arrivare alla realizzazione di una regolamentazione globale. Senza dimenticare poi che il mercato delle criptovalute è nuovo e proprio per questo motivo soggetto a cambiamenti piuttosto intensi e repentini. È normale quindi che le regole non siano trasparenti al cento per cento.

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