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Mascherine fatte in casa, quanto sono sicure?

Dopo il nuovo Dpcm, in tutto il paese è obbligatorio indossare le mascherine e coprire naso e bocca per limitare la diffusione del coronavirus. Anche se oggi è molto più facile trovare in commercio le mascherine, supermercati e farmacie hanno scorte a non finire, i primi giorni della pandemia era molto difficile trovare un dispositivo di protezione individuale.

L’ingegno e la necessità hanno fatto sì che la mascherina fatta in casa era diventata la moda del momento e grazie anche all’ausilio di internet, quasi tutti ci siamo cimentati nella creazione di una mascherina.

Anche molte aziende tessili hanno convertito o ampliato la loro offerta iniziando a produrre mascherine chirurgiche e di comunità, utilizzando tessuti idonei e perfezionando tecniche che hanno dato anche soluzioni alternative ai fastidiosi laccetti che tagliano le orecchie.

Nuovi tessuti e combinazioni

Si studia per capire quali siano i tessuti facilmente lavabili che hanno una migliore funzione per proteggere dai droplet, le emissioni di secrezioni respiratorie e salivari in forma di goccioline, e permetterci di respirare senza troppa fatica.

Un professore della Wake Forest Bapits Healt ha anche suggerito un metodo molto semplice per capire se il tessuto che si sta utilizzando è idoneo o meno alla realizzazione di mascherine di comunità. Il suggerimento è quello di illuminare il tessuto con una lampada molto forte e se la luce riesce a passare da una parte all’altra, facendo anche intravedere la trama del tessuto, allora quello è sicuramente un materiale da non utilizzare.

Il livello di protezione che ognuno di noi deve tenere è rapportato anche al lavoro che svolge e al modo di vivere. Gli operatori sanitari dovranno sempre e necessariamente indossare una mascherina idonea all’ambiente in cui lavorano che sarà diversa, per esempio, da una persona che passeggia all’aria aperta dove non c’è troppa gente che possa creare assembramenti.

Le famose mascherine FFP2 o N95 sono tra quelle che riescono a filtrare molto di più ma dovrebbero essere lasciate agli operatori sanitari ed ecco perché si ricorre alla mascherina chirurgica o a quella di comunità, magari fatta in casa.

Il professor Wang della Missouri University of Science and Technology, sta testando con il suo team delle possibilità per ottenere delle mascherine “homemade” che abbiano un alto livello di filtraggio. Il suo team sta provando varie associazioni di tessuti e materiale come i filtri per il forno, i filtri per le allergie e filtri per l’aria.

Alcune combinazioni hanno raggiunto dei livelli di filtraggio molto alti ma con delle controindicazioni come, per esempio, la perdita di piccole fibre che se inalate potrebbero causare problemi. Altri materiali che permettono un elevato livello di filtraggio, hanno dato dei pessimi risultati nella traspirazione, risultando scomode nella respirazione.

Ecco perché bisogna stare molto attenti ai materiali che eventualmente si volessero utilizzare quando si crea una mascherina fatta in casa.

Affidiamoci per ora ai disinfettanti gel per mani, alle mascherine che troviamo in commercio e controlliamo anche che abbiano un certificato di qualità, che riportino correttamente con quale materiale siano state costruite e affidiamoci a quelle che hanno ottenuto il marchio CE.

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